Als ich 16 Jahre alt war, schenkte mir eine Freundin meiner Mutter eine LP. Vom cover guckte mich ein Typ mit Strickmütze und Nickelbrille an: Lucio Dalla. Auch wenn ich mich lange noch nicht für Italien interessieren sollte und mir die allgemeine deutsche Toskanafraktion mit ihrer Schwärmerei von dolce vita und tralalala sonstwo vorbei ging, aber diese italienischen Liedchen von dieser Platte von … wie hieß der noch gleich? … die hab ich immer wieder vor mich hingesummt, während Udo Lindenberg und die Neue Deutsche Welle und allerlei Rock und Jazz mein Leben beschallte.

Viele, viele Jahre später war ich im Konzert von Lucio Dalla, auf dem Domplatz von Lecce. Er stand mit einem jungen Kerl in Lederhose auf der Bühne, versuchte mit Anfang 60 rockig rüberzukommen. Das ging daneben, fand ich. Das restliche Publikum verzieh ihm alles und lauschte verzückt und als er in dieser warmen Sommernacht dann einige seiner alten Lieder anstimmte, da sangen alle glückselig mit. Mir war das, bei allem Respekt, zu dicke. Aber bin ich Italienerin? Wäre ich hier in Italien geboren worden, hätte Lucio Dalla mein Leben besungen und begleitet und ich wäre heute vielleicht wie 40.000 Freunde und Fans nach Bologna gereist, um Abschied zu nehmen. So hat er mein Leben immerhin gestreift und ich erinnere erstaunt, dass er es war, der mir als Hamburger Teenager den bezaubernden Klang der italienischen Worte in Ohr gesetzt hat.

Lucio Dalla war auf Tournee in der Schweiz, als man ihn am Morgen des 1. März tot in seinem Hotelzimmer fand. Herzinfarkt. Er hätte heute seinem 69. Geburtstag gefeiert.

Lucio Dalla – L’Anno Che Verrà (1979)

Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po‘
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c’è una grossa novità,
l’anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.

Si esce poco la sera compreso quando è festa
e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,
e si sta senza parlare per intere settimane,
e a quelli che hanno niente da dire
del tempo ne rimane.

Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.

Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno,
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.

E si farà l’amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare.

E se quest’anno poi passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch’io.

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità